Bella e Edward raggiungono il resto degli altri nella valle, ma naturalmente Jake sta già guarendo ed è di ritorno a La Push coi suoi amici, però c’è una sorpresa: una dei Neonati si è arresa, e quando arriva Jane (se non ve la ricordate, è quella che provoca dolore con lo sguardo e che ha fatto accartocciare Edward come uno scarafaggio nel libro precedente) con le altre guardie dei Volturi, viene interrogata.
La Neonata si chiama Bree (non Van De Kamp) e conferma quanto raccontato dai Cullen ai rappresentanti dei Volturi, aggiungendo di non sapere nulla di Victoria e che loro conoscevano solo Riley. Lui si occupava di loro e li teneva lontani da lei perché Edward non la vedesse nelle loro menti. Tutto ciò che sapevano riguardava un piano per conquistare un territorio di caccia. Di beghe e faide, erano all’oscuro.
Un discorso piuttosto lucido da parte di un neonato che – si diceva – dovrebbe essere una sbavante macchina per uccidere priva di autocontrollo, no?
Alla fine, anche se Carlisle sarebbe disposto ad adottare questa poveretta (aggiungendola al canile di sfigati che ha in casa), Jane la fa uccidere dai suoi. La legge non ammette ignoranza. I rappresentanti dei Volturi se ne vanno e la storia finisce qui, anche se i Gran Capi non hanno dimenticato il patto che prevede la metamorfosi di Bella in uno di loro (o la sua eliminazione, come preferirebbe Caius), così Jane sollecita i Cullen in tal senso (l’uno o l’altro), sebbene appaia chiarissimo che la morte di tutti i Cullen sarebbe un graditissimo extra per tutti quanti (pure per me).
Per non farsi squattare dal padre, Bella passa altro tempo con Alice a sostegno della balla dello shopping (in effetti la battaglia è durata come una partita di calcetto), così fa davvero compere in modo che Charlie – l’impareggiabile sceriffo che non prenderebbe un’oliva col cucchiaio – sospetti qualcosa.
Di ritorno a casa sente dal paparino la storia secondo cui Jake sarebbe caduto in moto, visto che si trovava dai Black quando gli amici di Jacob l’hanno riaccompagnato.
Menomale, qualcuno è più furbo di Bella nell'inventarsi le scuse.
Charlie però le assicura che il suo amico sta migliorando, visto che bestemmiava con entusiastica lena santi e profanazioni mai registrate a memoria d’uomo. Poi, colto da un presentimento piovuto dal cielo come una cacca di piccione (o di Meyer), pretende che Bella gli giuri di avvertirlo qualora prendesse decisioni importanti o sparisse nel nulla, magari con Edward. Lei accetta e poi corre a trovare Jake.
Passano un sacco di tempo a ciacolare dei loro sentimenti; che Jake la ama e anche lei lo ama, ma non abbastanza, perché ama più Edward. Così decidono di rimanere amici, ma forse solo a distanza. Lagne, lagne, lagne.
Siccome era da un po’ che non si faceva, Bella passa un’isterica notte di piagnistei tra le braccia di Ed, costringendolo a consolarla perché ha perso – ma forse no – il suo rivale. Edward si diverte come alla sagra del Malox, ma sapendo che ormai Bella è solo sua, porta pazienza. È qui, mi pare, che la nostra Oca Giuliva afferma estasiata che dormire con Edward sia come giacere abbracciata a una statua. Nello specifico, al David di Michelangelo. Comodo, no?
L’indomani vanno da Alice per chiederle di organizzare il loro matrimonio con tutto l’inutile fasto che può mettere in piedi, ma lei – ovviamente – lo sa di già e ha anche il vestito pronto. Un modello stile 1918, l’epoca di Edward, con tanto di pizzo. Vestita da bomboniera, Bella deve averne molto più del pirla.
La coppietta vuole un momento romantico, così se ne va nel loro posto speciale, la radura in cui Edward ha rivelato a Bella di essere una Winx. Scatta qualcosa e lui si eccita di brutto, dimenticando di essere stato posseduto da una perpetua puritana appena due sere prima.
E che diavolo!, si dice, in fondo Bella ha sempre voluto un matrimonio mordi e fuggi. Anzi, non ha mai voluto sposarsi, quindi una almeno botta... Così Ed ci prova come un criceto sotto Viagra, ma Bella – inspiegabilmente – fa la ritrosa. Parlano di amore e cazzi vari, ideali puritani e fidanzamenti in casa, e alla fine decidono di dirlo a Charlie, così Edward mette di nuovo l’anello al dito di Bella.
l’Epilogo viene raccontato dal punto di vista di Jacob che litiga con Leah, la quale è stufa – come tutto il branco – dei pensieri vividi e nauseanti che fa su Bella, e che trasmette a tutti come un canale porno soft non criptato. Leah è stufa di vedersi certe cose nella mente, con tutto che Bella le sta sul culo, e poi la sera prima – per colpa di Jacob – ha sognato di limonarsela, perciò basta. O la pianta, o la pianta.
Lui, da signore, le rinfaccia che tutti possono leggere nella sua mente i ricordi di quando stava con Sam e i pensieri che fa su di lui perché lo ama ancora, dicendo che al branco dà altrettanto fastidio. Lei ci resta malissimo. Ferita, se ne va ma non prima di avergli – giustamente – sputato in faccia. Lui ride e fa il gallo macho, quello che non deve chiedere mai. Pirla.
Rientrato in casa, Sam trova l’invito al matrimonio di Edward e Bella.
Per Jake è troppo, gli girano tanto che si trasforma e corre nella foresta, tentato dal pensiero di non tornare più indietro.
Un’idea niente male, secondo me.
La Neonata si chiama Bree (non Van De Kamp) e conferma quanto raccontato dai Cullen ai rappresentanti dei Volturi, aggiungendo di non sapere nulla di Victoria e che loro conoscevano solo Riley. Lui si occupava di loro e li teneva lontani da lei perché Edward non la vedesse nelle loro menti. Tutto ciò che sapevano riguardava un piano per conquistare un territorio di caccia. Di beghe e faide, erano all’oscuro.
Un discorso piuttosto lucido da parte di un neonato che – si diceva – dovrebbe essere una sbavante macchina per uccidere priva di autocontrollo, no?
Alla fine, anche se Carlisle sarebbe disposto ad adottare questa poveretta (aggiungendola al canile di sfigati che ha in casa), Jane la fa uccidere dai suoi. La legge non ammette ignoranza. I rappresentanti dei Volturi se ne vanno e la storia finisce qui, anche se i Gran Capi non hanno dimenticato il patto che prevede la metamorfosi di Bella in uno di loro (o la sua eliminazione, come preferirebbe Caius), così Jane sollecita i Cullen in tal senso (l’uno o l’altro), sebbene appaia chiarissimo che la morte di tutti i Cullen sarebbe un graditissimo extra per tutti quanti (pure per me).
Per non farsi squattare dal padre, Bella passa altro tempo con Alice a sostegno della balla dello shopping (in effetti la battaglia è durata come una partita di calcetto), così fa davvero compere in modo che Charlie – l’impareggiabile sceriffo che non prenderebbe un’oliva col cucchiaio – sospetti qualcosa.
Di ritorno a casa sente dal paparino la storia secondo cui Jake sarebbe caduto in moto, visto che si trovava dai Black quando gli amici di Jacob l’hanno riaccompagnato.
Menomale, qualcuno è più furbo di Bella nell'inventarsi le scuse.
Charlie però le assicura che il suo amico sta migliorando, visto che bestemmiava con entusiastica lena santi e profanazioni mai registrate a memoria d’uomo. Poi, colto da un presentimento piovuto dal cielo come una cacca di piccione (o di Meyer), pretende che Bella gli giuri di avvertirlo qualora prendesse decisioni importanti o sparisse nel nulla, magari con Edward. Lei accetta e poi corre a trovare Jake.
Passano un sacco di tempo a ciacolare dei loro sentimenti; che Jake la ama e anche lei lo ama, ma non abbastanza, perché ama più Edward. Così decidono di rimanere amici, ma forse solo a distanza. Lagne, lagne, lagne.
Siccome era da un po’ che non si faceva, Bella passa un’isterica notte di piagnistei tra le braccia di Ed, costringendolo a consolarla perché ha perso – ma forse no – il suo rivale. Edward si diverte come alla sagra del Malox, ma sapendo che ormai Bella è solo sua, porta pazienza. È qui, mi pare, che la nostra Oca Giuliva afferma estasiata che dormire con Edward sia come giacere abbracciata a una statua. Nello specifico, al David di Michelangelo. Comodo, no?
L’indomani vanno da Alice per chiederle di organizzare il loro matrimonio con tutto l’inutile fasto che può mettere in piedi, ma lei – ovviamente – lo sa di già e ha anche il vestito pronto. Un modello stile 1918, l’epoca di Edward, con tanto di pizzo. Vestita da bomboniera, Bella deve averne molto più del pirla.
La coppietta vuole un momento romantico, così se ne va nel loro posto speciale, la radura in cui Edward ha rivelato a Bella di essere una Winx. Scatta qualcosa e lui si eccita di brutto, dimenticando di essere stato posseduto da una perpetua puritana appena due sere prima.
E che diavolo!, si dice, in fondo Bella ha sempre voluto un matrimonio mordi e fuggi. Anzi, non ha mai voluto sposarsi, quindi una almeno botta... Così Ed ci prova come un criceto sotto Viagra, ma Bella – inspiegabilmente – fa la ritrosa. Parlano di amore e cazzi vari, ideali puritani e fidanzamenti in casa, e alla fine decidono di dirlo a Charlie, così Edward mette di nuovo l’anello al dito di Bella.
l’Epilogo viene raccontato dal punto di vista di Jacob che litiga con Leah, la quale è stufa – come tutto il branco – dei pensieri vividi e nauseanti che fa su Bella, e che trasmette a tutti come un canale porno soft non criptato. Leah è stufa di vedersi certe cose nella mente, con tutto che Bella le sta sul culo, e poi la sera prima – per colpa di Jacob – ha sognato di limonarsela, perciò basta. O la pianta, o la pianta.
Lui, da signore, le rinfaccia che tutti possono leggere nella sua mente i ricordi di quando stava con Sam e i pensieri che fa su di lui perché lo ama ancora, dicendo che al branco dà altrettanto fastidio. Lei ci resta malissimo. Ferita, se ne va ma non prima di avergli – giustamente – sputato in faccia. Lui ride e fa il gallo macho, quello che non deve chiedere mai. Pirla.
Rientrato in casa, Sam trova l’invito al matrimonio di Edward e Bella.
Jacob,Tradotto: Gne-gne-gne!
so che spedirti questo biglietto infrange le regole. Lei aveva paura di ferirti, e non voleva che ti sentissi in alcun modo obbligato. Ma so che, se le cose fossero andate diversamente, da parte mia avrei voluto poter scegliere.
Ti prometto che mi prenderò cura di lei, Jacob. Grazie – per lei – per tutto.
Edward.
Per Jake è troppo, gli girano tanto che si trasforma e corre nella foresta, tentato dal pensiero di non tornare più indietro.
Un’idea niente male, secondo me.
FINE
non è stata un'esperienza così indimenticabile che necessiti di duplicarla quanto prima con la lettura di "breaking dawn"? :asd:
RispondiEliminaNo. Asd!
RispondiEliminaAdesso mi leggo un po' di vampiri "seri" con la Hamilton e poi vediamo, il trauma di Eclipse è ancora troppo fresco nella memoria.
Se fossi in te non ci spererei troppo nella dipartita definitiva di Jacob! asd
RispondiEliminaHai ancora tanto da leggere, e noi aspettiamo con ansia che tu lo faccia.
Ah, tra parentesi, ho sempre quei libri di mia sorella da passarti, nel caso volessi trasformare tutto questo in una professione più o meno remunerativa asd.
Il suggerimento di Rossarame è maledettamente buono
RispondiEliminaQuello che mi angoscia dell'idea - seppur stuzzicante sotto il profilo economico - è che, facendolo regolarmente, non avrei tempo per leggere altro che merda. °__°
RispondiEliminaLa madre di Ale dice sempre che "Non puoi avere uova, gallina e culo caldo"
RispondiEliminaSacrificati per la causa! (e per il portafogli!)
RispondiEliminaSe lo fai potrebbe diventare un business niente male, del quale, ovviamente, io vorrei le provvigioni asd.