domenica 27 dicembre 2009

Twilight: il film - Cineracconto

Ho appena visto il film tratto dall’omonimo libro, e posso capirne il successo: a parte qualche accenno di azione extra, la storia è egualmente noiosa e pedissequa al primo volume della tetralogia, perciò è comprensibile che abbia soddisfatto i fan di Bella e Edward. Scrivere il Cineracconto, dopo aver già raccontato il libro in un Bignami, sarebbe superfluo, ma visto che ho tempo lo faccio lo stesso.

Isabella Swan è una ragazza di Phoenix che per un capriccio della trama si trasferisce nella sperduta e umida Forks mentre la madre accompagna il nuovo marito in giro per la Florida a caccia di ingaggi in squadre di baseball. Lo Sceriffo di Forks è il padre naturale di Bella, ecco perché – malgrado il luogo abbia le attrattive di un cesso della stazione – viene scelto come luogo di permanenza per l’anno scolastico. Bella è impacciata, ma non quanto nel libro. Nel film scivola sul ghiaccio e cose così, mentre sulla carta era una calamità anche sull’asfalto asciutto. Quando arriva a scuola non viene accolta come – pardonnez moi pour le français – la Figa del Millennio, ma per la tizia nuova che è. Certo, a certi adolescenti basta poco come stimolo, e infatti viene abbordata ma declina con impacciata cortesia.

Una cosa importante che dovete tenere conto del film è che è moscio, gli attori parlano bisbigliando o mormorando, cercando inutilmente di dare intensità a dialoghi intellettualmente inferiori a un chiocciare di galline nell’aia. E questo, alla lunga, dà noia. A circa un terzo del film (grazie ai potenti mezzi di SKY) sono passato alla lingua originale per vedere la differenza. No, non migliora. I doppiatori mantengono con professionalità quel ruminare a fil di labbra che evidentemente – per la regista, il cast e il pubblico – fa figo. A fare la parte del leone però non sono i dialoghi ma gli sguardi muti, espressivi come la mimica di una salvietta. Tutto questo gran guardarsi e non dire nulla dovrebbe lasciare intendere la profondità dei personaggi e la tensione sensuale sotterranea tra Bella e Edward. Sì, col piffero. A guardarli sembra che abbiano perso il filo dei loro pensieri e si siano incantati come due canarini davanti allo specchio.

A scuola Bella conosce Edward, il fighissimo – dicono loro – figlio adottivo del Dott. Cullen, e mentre pronunciano questa falsità, entra un tizio truccato come una diva del muto e espressivo come una maschera kabuki. Interessante, un protagonista drag queen? No, è un trucco da vampiro fatto con la trousse smessa di Robert Smith dei Cure ma eseguito da Loredana Bertè in una giornata no. Fa cagare, insomma. Eppure dicono sia figo all’inverosimile. Sarà, ma io trovo più carino Mike, il ragazzetto che ronza intorno a Bella ma poi capisce e si mette con Jessica (anche se l’ago della sua bussola ormonale non smette di indicare il nord nei pressi di Bella Lido). Altro bel manzetto su cui potrebbe concentrarsi è Jacob, prestante ragazzo indiano e figlio del migliore amico di suo padre, ma una volta entrato in scena Edward non ce n’è per nessuno.
Va beh, sapete già che Edward è un vampiro e che s’innamorano, perciò la facciamo breve. Dopo un balletto in cui Ed evita Bella per paura di non resistere al richiamo del suo emocromo, i due si mettono insieme dopo che lui la salva da un gruppetto di simpatici stupratori di strada. Nel frattempo, raccogliendo indizi che neanche Pollicino, ma che erano lampanti per chiunque, Bella capisce che Ed è un vampiro. Lui glielo conferma mettendosi al sole per mostrarle la sua vera natura. No, non si scotta né attacca a urlare accartocciandosi. Brilla di lustrini, invece. Un effetto moscio come la recitazione e la trama (coerente, quindi) coadiuvato da un tintinnio di campanelle che ricorda involontariamente Trilly Campanellino. Tristezza.

Le cose però non vanno a meraviglia... c’è qualcuno che ammazza gente in città (e siccome gli abitanti sono 4.120, si nota un filo) ma le forze di polizia, capitanate dall’astuto padre di Bella, pensano a un animale. La teoria si sputtana leggermente quando trovano un impronta umana nei pressi della seconda vittima, ma intanto i cattivi sono lontani e gli hanno fatto perdere le tracce. l’incontro Buon Vs. Cattivi avviene durante una partita di baseball della famiglia Cullen in vacanza, dove spuntano appunto i tre ceffi: Laurent, James e Victoria. Sembra stiano facendo pace, quando James sniffa Bella e perde la testa. Inizia quel po’ di azione che la pellicola si porta a casa. Salvare Bella, nasconderla, proteggerla per sempre anche se la conoscono da giovedì... sì, perché Ed la ama, e quindi è della famiglia. Astutamente la portano a Phoenix, ma James si introduce nella scuola e scopre il vecchio indirizzo di Bella, così la incastra con un trucchetto: le fa sentire la voce della madre al telefono, ma in realtà si tratta di un home video fregato a casa loro. È sufficiente, Bella si presenta sola e disarmata come richiesto, pronunciando la sua frase figa “dare la vita per una persona che ami è un bel modo per morire”, peccato che la madre fosse ancora in Florida. Culo o super poteri vampirici, arrivano i Cullen che la salvano facendo a pezzi James e dandogli fuoco, ma Bella ha una gamba dotta e contusioni varie con effetto dalmata. Così s’inventano un incidente increscioso: sarebbe rotolata dalle scale sfondando una finestra. Visto che è un impedita, i genitori ci credono. Gran finale con loro due al ballo della scuola e primo piano di Victoria che li spia e ghigna vendetta. Fine.
Tutto sommato del film ho apprezzato solo un breve dialogo in cui Bella afferma di trovare “miserable” (a quel punto ero già passato all’inglese, sorry) il fatto che ripetano il liceo a manovella ogni anno. Ed spiega che è l’unico modo per restare in un posto il più a lungo possibile. Forse, se la Meyer l’avesse messo nel libro, l’avrei trovato meno cretino... beh, forse. Anzi, no. Però un tentativo di spiegazione non avrebbe fatto schifo. Comunque vi invito a guardare il film solo con una buona dose di caffè e umorismo, magari in compagnia di amici per commentare a dovere l’opera in questione. Faccio presente che nella scena del salvataggio (quella più movimentata) mi sono quasi addormentato, quindi non fatevi illusione neanche sul ritmo. Gli attori sostituiscono l’intensità con lo sguardo fisso, e la recitazione col mormorio, perciò risulta un film moscio e fiacco – l’ho già detto ma è bene ribadirlo – oltre che penoso da seguire. Se non siete più che convinti/e che Edward Cullen sia bello, bello, bello in modo assurdo, lasciate perdere, questo film non fa per voi. Però se avete tempo da buttare e curiosità, azzardate pure un tentativo. Non mi prendo responsabilità, sia chiaro.

4 commenti:

  1. non potevo esimermi dal raccontarti questa notizia prima che vada persa nella mia memoria di carta velina: il nuovo film, "new moon", vanta ben cinque inutili, lunghissime ore di girato!!! Credo che dovrebbe esserne proibita la visione dalla Convenzione di Ginevra :asd:

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  2. È un crimine contro l’umanità che presenterei al Tribunale dell’Aia! E menomale che l’extended version uscirà solo in DVD, perché passare cinque ore in un cinema a guardare quella roba potrebbe innescare focolai rivoltosi e omicidi di massa.

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  3. Non potete veramente voler vietare il DVD: pensate a tutte quelle ragazzine che non si potrebbero più turbare vedendo il pube di Robert Come-cazzo-si-chiama, e dovrebbero tornare a sbavare per il solo uomo della loro vita: Maria de' Filippi...

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  4. In affetti, anche sull'immortalità del Mario, un dubbio ce l'avrei... chissà se sotto il sole sbrilla e poi attacca la sigla: Winx! La tua mano nella mia, più forza ci darà, uno sguardo e vinceremo insieme... Winx! Ma allora, Costanzo sarà un Gormita?

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