domenica 29 novembre 2009

New Moon Bignami - 10 di 10 - il finale!

E così, eccoci (finalmente) alla conclusione di questo secondo volume della quadrilogia (mi viene male) della Meyer, coi nostri vampiri che portano Bella a casa, ma una volta giunti sulla soglia, - comprensibilmente incazzato nel vedere la figlia, di ritorno da una scappatella in Italia, che si regge a malapena a quel bellimbusto che l’ha mollata senza un perché o un vaffanculo - Charlie fa per strappargliela. Errore! Edward, che vuole difendere la sua posizione e dire che lui la ama e nessuno li può separare, tira dall’altra parte. La Bella Addormentata, di nome e di fatto, sta lì un po’ a far la fune, poi, prima che le venga da vomitare, grida un: «Oh basta, là!», o il corrispettivo drammatico, e mette fine al tira e molla. Charlie chiarisce subito che Edward deve andarsene fuori dai coglioni e non tornare finché non diventa furbo o l’acqua inizia a piovere da sotto, ma Bella – che con lo stretching di prima s’è svegliata un po’ – protesta per il suo grande amore, incazzata col padre per la palese ingiustizia. Edward si esibisce nel solito ruolo dell’eroe ferito, sebbene l’unica cosa eroica che abbia fatto sia stato mettersi tra Bella e Jane per poi cadere a terra come uno scarafaggio di fronte al Baigon. Poi se ne va promettendo a Bella di tornare per amor suo. Finalmente si srotola via dai coglioni e Bella ne approfitta per dire al padre che è un brutto cattivo, che lui non capisce, nessuno capisce, il suo è un grande amore e che Edward è magnifico, anche se è pallido e ha le occhiaie da tossico. Strano che a Forks non giri voce che i Cullen si bucano, ma abbiamo visto quanto acuti e profondi siano gli abitanti di questa umida cittadina. Dopo un giro di urla in cui Bella strilla che Charlie deve farsi piacere Edward o attaccarsi al cazzo, e che se non è così lei se ne va via (e vaffanculo padre di merda che ti permetti anche di darmi un’educazione!), se ne vanno a dormire. Charlie nella sua camera, a domandarsi che ha fatto di male per meritarsi una figlia del genere, e Bella a cadere in quello stato comatoso cui tendeva da Firenze. Ma con soddisfazione, perché ha chiarito il punto: lei è Bella, e gli altri non contano un cazzo. Più tardi in camera viene raggiunta dal suo amoruccio, che nascosto nell’armadio non si fa scoprire da Charlie che è comprensibilmente incazzato come un velociraptor, e qui tubano ancora un po’, malgrado i medici sconsiglino l’assunzione di zuccheri prima di andare a dormire, ma lei è talmente cotta che si addormenta malgrado la glicemia.

Al suo risveglio – cioè dopo un lunghissimo sonno ristoratore che ha coperto l’intera giornata – con romanticismo e impeccabile prevedibilità, ecco che Edward si arrampica fino alla stanza di Bella per dichiararle il suo imperituro amore, lei però ha problemi di ricezione. Presente la pantomima di Edward che credeva di essere morto e aver incontrato Bella all’Inferno, in Paradiso o quello che era? Ecco, adesso Bella è convinta di sognare tutto e che il viaggio non c’è mai stato, il suo amore è perduto, la sua vita è inutile e non ha neppure il biglietto per il concerto dei Tokyo Hotel. Non vi metto la citazione perché tanto è uguale alla precedente, invertite solo le parti. Sono fatti l’uno per l’altra, due coglioni e una mutanda.
Finalmente si radunano a Casa Cullen, dove Bella affronta l’argomento trasformazione in vampiro, caldeggiato da Aro e da lei stessa che si sente mortalmente vecchia. Dopotutto, lo ricordiamo, ha ben diciotto anni. Praticamente una mummia con tanto di cartellino all’alluce. Edward però non ne vuole sapere di trasformarla e condannarla a una vita di tenebre, sangue e bla, bla, bla. Anche a costo di far piombare i Volturi su di sé e tutta la sua famiglia! Così espone un piano cretino per difendersi dai Volturi in modo che la sua Bella non debba trasformarsi. Una cosa powerplayer picchia-picchia che viene appoggiata solo da Emmett, il filosofo di famiglia. Tuttavia, al primo sguardo di Rosalie – che li guarda come si fossero fumati la marmitta di un pick-up – cambia idea lasciando Edward solo come una pallina in buca. A questo punto tutti lo guardano un po’ come lo guardereste voi, ossia dalla gigantesca testa di epididimo che è. Intanto Bella, che pesta i piedi dalla voglia di fare l’immortale lucciola Winx, chiede il parere di tutti con voto democratico. Naturalmente la maggior parte è dell’idea che sia meglio un vampiro in più che sette in meno, cioè loro. Così si discute di chi la debba trasformare. Prima Bella lo chiede ad Alice, ma lei non se la sente perché non l’ha mai fatto, e così tutti gli altri, allora è il turno di Carlisle che ha obliterato l’intera famiglia e quindi accetta di vampirizzarla, ma solo dopo il diploma. E non chiedetemi perché, visto che comunque i vampiri pare non facciano altro che andare al liceo. Ma ecco che Edward ha una crisi isterica da chihuahua, affermando che chiunque osi toccare Bella se la vedrà con lui! Così tutti fanno un passo indietro per vedere meglio il pirla che è, però ci sono abituati e non se lo cagano neanche col Guttalax. La maggior parte è dell’idea che Bella vada trasformata per non far incazzare i Volturi, e anche perché tanto è di famiglia – visto che a quanto pare i deficienti si trovano ai raduni di Twilight – per non menzionare il fatto che la cretina la mena col “voglio essere un vampiro, voglio essere un vampiro” come una groupie di Robert Pattinson (l’attore che interpreta Edward al cinema. N.d.R.). Hm, ora che ci penso, la Sindrome di Pattinson sarebbe da studiare. Magari in Psichiatria. Va beh, comunque l’eterna innamorata, per quanto ancora voluttuosamente avvinta da quella nube di zucchero che li avvolge da ben due inutili libri, mostra un po’ di stizza. Alla fine se la giocano a tira e molla, e mentre Edward accompagna Bella a casa – perché ormai è tardi e il libro sta per finire – litigano su anni o mesi, come se contrattassero il prezzo di una sciarpa al mercato, finché lui non le chiede di sposarlo, promettendo che in quell’occasione la trasformerà. Va beh, tocca aspettare la fine del liceo e un paio d’anni per sganciare la bomba a Charlie e Renée, la madre hippie che in questo libro non s’è vista. Bella mette il broncio per un po’, ma alla fine accetta, anche perché Edward è testone come un muflone, e fintanto che ha detto sì è meglio accettare, magari con due righe del notaio così non può fare lo gnorri quando torna in sé. Così tubano ancora un po’, celebrando il loro piano coglione e il supremo egoismo che li vede complici. L’uno nell’altra hanno trovato un pari nell’ego, perciò si beano di quanto sono fighi. A questo punto della storia sono platealmente delle merde.

Siamo all’Epilogo e Bella racconta che Charlie l’ha chiusa in casa, col permesso di uscire solo per andare a scuola o al lavoro – che disgraziato! – ma la gatta morta infame ha ottenuto che Edward la possa andare a trovare. Dopotutto il padre ha la spina dorsale di un anellide. Tutto torna come prima, coi piccioncini a scuola insieme e l’intera Forks che neanche si domanda perché la famiglia se ne fosse andata per fare poi inversione a U in tempi così brevi. Va beh, ma chi se ne frega! Tanto a Forks è già qualcosa se distinguono la destra dalla sinistra senza scriverselo sui polsini. Così un bel dì, tornando da scuola, vedono la moto di Bella davanti casa. Jacob ha detto tutto a Charlie perché la tenga d’occhio, visto che si fida di Edward come il tonno si fida dei grissini. Bella s’incazza, dimentica di aver usato Jacob facendoselo ballare intorno come ragazzo di scorta e passatempo quand’era sola, così lo accusa di tutto, dal buco nell’ozono all’obesità di Babbo Natale. La gatta morta riesce a ribaltare il giusto sdegno di Jacob in senso di colpa, convincendolo di essere stato lui il cattivo e meschino nell’intera storia. Anzi, adesso Victoria e i Volturi sembrano adorabili personaggi Disney. Mentre Bella guadagna il podio della ragione e dell’innocenza, Edward – perché è un signore – legge i pensieri di Jacob senza chiedere permesso. Alla fine parlano di Victoria che è sparita, perciò occhio alla penna. Intanto Charlie, che adesso è incazzato anche per la moto, la chiama in casa. Lei vorrebbe fare la pace con Jacob – perché ha sempre voluto un cagnolino – e abbracciarselo tutto, ma il fidanzatino si mette in mezzo, facendo il bullo e accusando Jacob di essere troppo pericoloso per bella. Con tutto che questa deficiente si ammazza anche se inciampa nell’erba, frequenta un coglione come lui che attraversa mezzo mondo per farsi ammazzare da vampiri più vecchi di Nilla Pizzi e ancora ci sta insieme. Va beh, il buon senso e questa saga non sono mai stati presentati, né hanno mai avuto modo di sentir parlare l’uno dell’altra. Jacob fa un faccino da cane bastonato e indietreggia, mentre Bella s’incammina verso casa per prendersi il meritatissimo cazziatone, ma è contenta e giuliva perché il suo Edward è di nuovo con lei!

FINE

5 commenti:

  1. Ora capisco di che specie fossero le gallinelle che ho visto fuori del cinema sabato: groupies del pube di Robert Pattison

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  2. Sono sicuramente loro, le inquietanti fan del vampiro centenario (e pedofilo) che si spaccia per teenager allo scopo di “impalmare” un’oca buona neanche per il paté; le stesse che – mi diceva Samara – sono arrivate al punto di farsi tatuare citazioni o intere pagine del libro sul corpo. Così, tra lo sbalordimento e l’orrore, un po’ gongolo pensando che fra qualche anno si daranno tante di quelle manate in fronte da aprire il terzo occhio a ceffoni, al pensiero di quanto sono state cretine da giovani.

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  3. ...e pensa che andando avanti la saga non fa altro che peggiorare ulteriormente :asd:

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  4. E non sembra neanche facile peggiorare ulteriormente, ma a quanto pare ci riesce! Forse è l'unica cosa che le viene "bene", per così dire.

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  5. La vecchia teoria di Maurizio Costanzo: "Al peggio non c'è mai fine"

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