mercoledì 19 novembre 2008

Brain, reloaded

Due o tre settimane fa, in quel di Parma, ho avvistato una tizia che ero sicuro di conoscere ma che non mi riusciva di collegare a nessun luogo o tempo specifico, anche lei mi guardava con la stessa aria perplessa; tuttavia, sopprimendo l’istinto di andare a chiedere, «scusi, ma lei mi conosce?», mi sono invece interrogato per un’oretta, finché la memoria non ha deselezionato il file archiviandolo come “perplessità clinica” o caso di “memoria apparente”. Insomma, visto che proprio non avevo idea di chi fosse, mi son detto che magari mi ricordava solo qualcun altro, così non ci ho più pensato.
Ieri, invece, camminando di ritorno verso casa e pensando a tutt’altra roba, ecco che il file fa contatto con un neurone sveglio e – Puf! – «era l’ex inquilina del piano di sopra!» Be’, non so se essere sollevato dal fatto che la mia memoria, tutto sommato, gli costasse anche un mese, ma prima o poi recupera il file e lo colloca al posto suo, o preoccuparmi per questi neuroni che funzionano a singhiozzo. Voi che dite?

2 commenti:

  1. ...si vede che ai neuroni piace farti delle sorprese :asd:

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  2. Che sono anche gradite, eh! Almeno significa che lavorano ancora. Piuttosto, pensa quando resteranno solo le sorprese... Asd!

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