Oggi ho trovato quest’immagine, e mi ci sono fissato. Non so esattamente cosa farmene, ma mi piace. Sarà lo stile del disegno, l’improbabile posizione del canguro colto in un ipotetico istante che ha però tutta l’aria di una posizione confortevole da assumersi a volontà, e forse è proprio questo assurdo momento rubato che mi lascia incantato. Anche la sua anatomia poco rispettosa della realtà mi attrae; quelle proporzioni nelle quali è riconoscibilissimo l’animale che ci è noto ma che tuttavia deviano in modo non proprio sottile ma elegante dalla sua vera forma. Quella per me è una riuscita rappresentazione dell’idea del canguro, della sua forza e della sua combattività.
L’uomo è reso con un’anatomia precisa, mostrando come alla mano dell’autore questa forma sia ben più congeniale grazie all’esperienza e all’esercizio. Io tuttavia preferisco il canguro e apprezzo lo sforzo impiegato dall’autore nella comprensione anatomica, il modo in cui vengono trasmesse l’energia e l’essenza del gesto. Ho visto diversi documentari che mostrano e catturano quel movimento, ma non una volta ne sono stato rapito in questo modo.
Riflettendoci su mi sembra di rivedere me stesso quando cercavo di intuire il dinamismo, la posizione e la prospettiva generate dall’anatomia di qualunque cosa stessi disegnando, e di come mi sono poi reso conto di quanto il voler catturare l’istante con precisione mi frenasse la mano. Allora ho sciolto il polso lasciando che la mano seguisse liberamente le linee che intuivo mettendo sulla carta il gesto prima di tutto, dopodiché potevo aggiungere i dettagli in un secondo momento. Prima volevo che il segno venisse subito preciso e grafico, così impugnavo la matita vicinissimo alla punta tenendo gli occhi a un soffio dal foglio, ma ne ricavavo solo una mano dolorante e molti pasticci, finché un giorno, scarabocchiando, l’ho tenuta in modo più leggero, circa a metà della sua lunghezza, allora mi sono fatto guidare dal colpo d’occhio e ho iniziato a cogliere pose più dinamiche. Non che sia diventato un maestro, né tanto bravo da dirmi soddisfatto, però ho fatto dei passi avanti. Questo però è capitato anni fa, mentre più di recente la mia passione per il disegno si è affievolita e quasi del tutto spenta. Nessuna idea né ispirazione, neppure i mostri contorti e grotteschi che disegnavo di solito, ma forse sono qui adesso proprio perché spero che scrivendone si risvegli quell’interesse, e se dovesse succedere, chissà, forse dovrei parecchio a quel canguro.


