domenica 23 ottobre 2011

FUN COOL! – 7^ Edizione, da non perdere!

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È partita la settima edizione di Fun Cool!, il concorso più fun & cool della rete. Trovate tutto – come al solito – sul blog di gelostellato, col regolamento e i racconti in gara. Avete tempo di spedire i vostri “racconti in una frase” entro il due novembre, e vi consiglio di provare anche solo per il piacere di partecipare e divertirvi. Chi lo sa, magari «un piccolo scrittore titaneggia in ognuno di voi», o quasi.

giovedì 20 ottobre 2011

La fine del mondo, gli zombie innamorati e la simbologia del mostro, tutto questo in un post di delirante lunghezza!

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Siccome non riesco a star dietro a tutto o a scrivere e commentare ogni cosa che vorrei, ho optato per un post di massa. Portate pazienza perché è lungo, ma se mi seguite fino alla fine vedrete che c’è una logica. Forse.

Parto dandovi la notizia che questo 21 ottobre – domani, quindi – è prevista la Fine del Mondo, con buona pace dei maya che si vedono superati da lui, il Reverendo Harold Camping, ex ingegnere che ha visto il signore (anche in un ictus, di recente) e ha deciso di calcolare la fine del mondo usando la Bibbia come una tabellina schizofrenica o un sudoku per invasati. E non è il primo schema in cui il vecchio Harold si cimenta, versioni precedenti avevano indicato persino lo scorso agosto (ma forse è stato tutto posticipato causa ferie), in ogni modo questo discorso ridicolo mi ha portato a riflettere sulle apocalissi varie, e in particolare sugli zombie. Sì, i buoni, vecchi morti viventi, perché comunque – se non l’avete dimenticato – i morti si alzeranno dalle tombe e tutte quelle cose lì, resurrezione della carne, guerra, pestilenza, carestia e morte. 
Ce n’è abbastanza per parlar di loro, non credete? E proprio questo mi porta all’avvento di Warm Bodies, libro e film sul genere Twilight, ma stavolta lui è uno zombie che s’innamora della ragazza della sua vittima. Eh già, si fa un po’ fatica a vedere un cadavere in decomposizione (che avanza spinto solo dal bisogno di nutrirsi), tutto preso dall’amore per questa tizia, vero? Se hanno ridicolizzato il vampiro con abuso di lustrini e un’eternità al liceo, chissà che faranno alla buona vecchia salma. In questo caso mi spiace particolarmente perché lo zombie è un mostro affidabile, semplice nella sua concezione e di sicuro effetto. Le variazioni sul tema parlano di agente patogeno, virus naturali o artificiali, magari prioni coreani, maledizioni o un bel nulla di nulla, lasciando allo zombie il suo mistero chiuso in sé, meglio di una Turandot. 

Già, ma adesso? Non dico che la mitologia horror sia intoccabile, perché dello stesso Dracula non ho ancora visto un film che rispetti l’immagine ritratta nel libro di Stoker. Neppure il celebrato Bram Stoker’s Dracula di Coppola riesce ad restare fedele all’originale, sostituendo brutalità e orrore con romanticismo e malinconia. Tuttavia siamo ancora nella patria dell’incubo, a casa del mostro che cambia la sua condotta ma resta fedele alla sua natura, quella di un assassino. Bene, questo discorso mi conduce direttamente al post di Hell Graeco sul simbolismo dietro al mostro, quello che alcuni vogliono vederci ma che forse non c’è. 
Chi sono costoro, nient’altro che spauracchi? 
Nel vampiro è stata di volta in volta presentata la paura della morte, della vecchiaia, del sesso e del diverso, finché alla fine non è diventato quasi un accessorio cinematografico e letterario, una maschera da mettere a ciò di cui si vuole veramente parlare. L’ultimo sviluppo, è Twilight. Non dico che il vampiro sia fuori contesto quando si parla di turbamenti adolescenziali, perché sarebbe come negare l’esistenza di generazioni di teenager – tra cui il sottoscritto – che hanno consumato le pagine di Anne Rice. Quest’ultima ondata però fallisce la prova della giuria di qualità perché tradisce il genere. L’horror non può essere innocuo e rassicurante, una scenografia da Harmony. No, deve portare inquietudine, disturbare, questa è la natura dello spauracchio, ricordare la caducità della vita e nascondere fino alla fine il suo mistero, compresa la sopravvivenza di chi o cosa. Con queste storielle di vampiri innamorati il plot è quello del romanzetto scadente, ed è chiaro che alla fine l’eroina e il suo bello trionferanno. 
E a questo proposito, concedetemi un breve sfogo: Non c’è nulla in queste pagine, è solo una vuota masturbazione che strizza l’occhio al lettore meno scafato dandogli quello che vuole; il lieto fine e un’atmosfera sovrannaturale che soddisfa il desiderio (tipicamente adolescenziale, ma non solo) di vedersi e sentirsi diverso, ma comunque fico e superiore agli altri. È una marchetta fatta al lettore, nulla di più. 
Non sto qui a discutere cosa debba rappresentare il mostro. Vampiro, licantropo, fantasma o zombie che sia. L’autore e il lettore verseranno in ciò che scrivono o leggono la propria mitologia personale. Lo vedranno come avversario o “romantico” alter ego, sapranno interpretarlo oppure no attraverso la propria conoscenza del genere o dell’esperienza pratica, e quindi subconscia (si spera). Può restare semplicemente il mostro, senza portare altro messaggio che non sia l’intrattenimento, ma non può e non deve essere trapiantato alla bell’e meglio in un contesto che non gli appartiene solo per dare un finto brivido al lettore che in altre circostanze lo eviterebbe come la peste. Le commistioni di genere vanno bene, ma tradire il senso e la logica di un orrore per trapiantarlo in un contesto sdolcinato, è ridicolo e improduttivo. Ci fosse almeno dell’ironia in questo, si giocherebbe alle regole del weird, ma la seriosità di questi fenomeni ne esalta solo il ridicolo. 

Concludo dicendo che non so quale sia il messaggio dietro il mostro, che questo cambia nel tempo e nello spazio, di libro in libro, autore in autore e lettore in lettore. Mitologia. Per me è una questione di mitologia moderna, globale e personale. Ormai ci siamo lasciati alle spalle le divinità classiche e i loro miti, tuttavia comunichiamo con citazioni legate a una cultura e a un background comuni, c’è la mitologia nerd fatta di fantasy, horror, fantascienza, ecc. e probabilmente esistono mitologie bimbomonkia e truzze, legate a che ne so… reality shows e libri di Moccia, per dire. 
Più nel dettaglio, ognuno di noi interpreta il mostro o qualunque altra cosa attraverso le proprie esperienze di lettura, visione e vita, abbiamo una mitologia personale più o meno inconscia con eroi, luoghi e creature che sono entrati a far parte di noi, della nostra natura e di come la viviamo. Possiamo ritrovarli sognando a occhi aperti, o mettendoli nelle pagine che buttiamo giù sognando di diventare scrittori o illustratori, o magari solo per il piacere personale di creare qualcosa dal nulla (o meglio, con quello che abbiamo dentro e non trova altra via per uscire). In ogni caso, qualunque cosa vediamo nel mostro o nell’eroe, probabilmente è un riflesso di noi stessi.

mercoledì 19 ottobre 2011

Terra Nova, cineracconto (3)

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L’ultima puntata è stata molto alla Lost – ma senza la medesima suspense – però abbiamo avuto mezze verità, segreti taciuti, tradimenti, ricatti, spiate… quindi o è Lost o è l’asilo, fate voi. Siamo nel Cretaceo, pare appurato, anche se i dinosauri c’entrano una minchia con quelli veri dell’epoca e va be’, si vede che la consulenza paleontologica è stata vagliata al cesso su carta morbida triplo strato. Entro i confini della recinzione di Jurassic Park, il villaggio vacanze pare Pufflandia e tutti sono felici.

lunedì 17 ottobre 2011

File downloding failed for memory loss: contact the provider or get a badante, vecchio!

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Sì, ma chi siete voi? E cos’è un blog?
Non so se capita anche a voi, ma io dimentico le cose. No, davvero. Non so di cosa sia fatta la vostra memoria, ma la mia è marrone, puzza e fa tanto bene alle piante. Dimentico l’ordine dei titoli nelle saghe che leggo, nomi e facce di gente che non vedo abbastanza spesso da causarmi un imprinting da anatroccolo, scordo quasi regolarmente dove ho messo cosa e cosa ho messo dove. Una tragicommedia, ecco. L’ultima è stata sabato: dovevo portare due CD – identici – a un paio di amici, alla fine glieli do e pare fatta. Domenica guardo in borsa e ne salta fuori uno. «E questo da dove è arrivato?», mi domando pur sapendo che non può essere stato gemmato dalla tracolla. Un giro di messaggi per scoprire chi abbia cosa, e alla fine metto insieme il puzzle. In pratica, mentre ero in auto con una dei due, mettiamo su il CD e – inavvertitamente – rimetto la custodia nella borsa. Quando arriviamo al locale ne prendo “un altro” dalla borsa e lo do al secondo amico, ma nel farlo non mi rendo conto che è la custodia vuota di quello rimasto nel lettore dell’altra, ragion per cui adesso ho un CD completo, mentre loro si ritrovano solo metà del pattuito. È andata meglio all’amica che almeno ha il CD e può ascoltarselo, mentre l’altro può al massimo leggersi i titoli. Bene, e questo sarebbe anche un siparietto divertente se si verificasse una tantum, ma qui capita un po’ troppo spesso (anche se in genere queste figure le faccio con me stesso, e ormai mi do anche l’auto-pacca sulla spalla) però di quest’andazzo non vorrei finire col far del cabaret senza neanche accorgermene. Va be’, ridiamoci su, che per fortuna mi viene naturale.

sabato 15 ottobre 2011

La Locomotiva Cla! Cla!

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È un bel pezzo che non posto racconti miei, questa volta però volevo proporvi La Locomotiva Cla! Cla!, con la quale – in una versione più concisa per via delle linee guida di questa manche del concorso – mi sono aggiudicato un posto nella Ranking Zone della XXI Edizione di Minuti Contati. Lo faccio non tanto per annunciare il risultato conseguito (che comunque mi fa piacere), quanto per avere pareri e giudizi sui cambiamenti operati e sul modo più corretto di raccontare la storia. Il fatto è questo, sono completamente a digiuno di polizieschi – se non si escludono film e telefilm americani – quindi potrei aver scritto e commesso delle leggerezze e/o ingenuità nello sviluppo del racconto, che invece è ambientato in Italia in una città non identificata. Quindi, ogni consiglio, giudizio e badilata, saranno ben graditi.

giovedì 13 ottobre 2011

Un po’ di cazzi miei, tanto per sfogarsi

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I miei però sono color nutella®
Oggi sono stato dall’oculista per il controllo della pressione dell’occhio. C’è chi controlla le gomme dell’auto e chi ha ricevuto una culectomia dal Fato, e invece di quelle si deve far controllare altre cose perché la situazione non peggiori o arrivino nuovi volatili per diabetici.
Questa settimana, dopo mesi di terapia per tenere alla larga il Glaucoma, ero tanto nervoso da sognare che la visita fosse un disastro; la dottoressa mi trovava la pressione ancora troppo alta, e in più mi mandava a comprare una specie di macchina da minimo € 800,00 per controllarmi da solo a casa ogni giorno.

Ecco, è con questi pensieri felici che oggi pomeriggio sono andato all’appuntamento. Immaginate l’agitazione, prego.

Arrivo lì – anche un po’ trafelato per il ritardo, visto che ero stato trattenuto in ufficio – e mentre lei mi mette il collirio, penso: «Ecco, ci siamo. Se la terapia non è servita a niente, ne farò un altra, e saranno altri mesi d’incertezza. Speriamo bene».
Oh, per fortuna sperare è servito! La pressione è normale. Immagino che continuerò a prendere questo collirio per tutta la vita, o finché non si deciderà di variare la terapia in futuro, ma intanto so che funziona e che finché la seguo il Glaucoma è scongiurato. Avevo proprio bisogno di questa buona notizia, me ne sono reso conto in particolare tornando a casa, perché avevo voglia di sorridere e emettermi a correre. È un po’ infantile, ma immagino che la felicità sia fatta così, a forma di bimbo.

mercoledì 12 ottobre 2011

Terranova, cineracconto (2)

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Dunque, mi accingo a scrivere di Terra Nova, quindi – facendo i debiti calcoli – è già una settimana che non aggiorno il blog. Be’, direi che siamo tornati alla normalità, no? Okay, forse sarà il caso che ogni tanto posti qualcosa che sia meno lungo di un rogito… ma intanto parliamo di TN e dell’ultima puntata.

giovedì 6 ottobre 2011

Terra Nova, prime impressioni e cineracconto

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Questa settimana è iniziata Terra Nova, ultima serie di sci-fi prodotta da Steven Spielberg bla bla bla ultima ferontiera della fantascienza che ridefinirà il concetto di telefilm bla bla bla niente sarà più lo stesso dopo Terra Nova bla bla bla… insomma, un battage pubblicitario da far venire il sospetto che se la volessero tirare da soli (la merda o la zappa, decidete voi). Io l’aspettavo con curiosità e timore, entrambi soddisfatti. Risultato? Cineracconto (con spoilers).

lunedì 3 ottobre 2011

L’Alba del Pianeta delle Scimmie

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Bene, adesso che è finito il Bignami, toccherà inventarsi roba per non far morire il blog. Eh già, ma che m’invento? Hm, martedì scorso ho visto L’Alba del Pianeta delle Scimmie, reboot di un classico (e di tutta una serie di film) per cui ho una leggera ossessione. Credo che sia tutto partito dall’infanzia, quando mi sono invaghito perdutamente (lo so, fa un po’ Lyala, ma sticazzi) degli animali, della paleontologia e dell’evoluzione della specie umana. Poi aggiungici la fantascienza, e sono tuo. Quindi, parliamo di quello, va là.

Ecco, il Pianeta delle Scimmie ha esercitato il suo richiamo anche questa volta, così sono andato anche se qualche voce qua e là parlava di noia, delusione, eccetera. Oh, invece a me è piaciuto. Ho apprezzato l’idea di partire dall’inizio dando un’origine “credibile” al Secondo Avvento della Scimmia con la conseguente e parallela caduta dell’uomo. 
Non è un film perfetto, intendiamoci. Qua e là si è riso quando non si sarebbe dovuto, e un paio di cosette secondo me erano un tantino sopra le righe, ma l’effetto complessivo mi ha soddisfatto abbastanza. Gli devo anche i miei primi sobbalzi sulla sedia da tempo innumerevole, quindi pago il debito parlandone tutto sommato bene. Ora, spoilerarvi invece quello che non va, mi pare poco elegante (specie da parte di un blog che si è appena rifatto il look), quindi più sotto vado in modalità “occulta” per i dettagli.

In sostanza posso dire che a me, come reboot o rilancio che sia, è piaciuto. Mi ha anche incuriosito su ciò che verrà nel caso in cui ne facciano una saga (così come parrebbe a giudicare dalle carte che hanno messo giù in questa prima mano). Non ho cose particolarmente cattive da dire, perciò non ci scapperà il cineracconto, che invece mi viene solo per quei film che m’hanno fatto cagarissimo. Voi comunque non disperate, perché ho appena scaricato Dragon Wars, e quello a occhio e croce sembra materiale fatto per la parodia (se non lo è già di suo, chiaro).
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