domenica 18 dicembre 2011

Post accazzo quasi filosofico

È un pomeriggio pigro. Beh, ormai una serata. Una di quelle che non si riesce a combinare nulla pur avendo le idee in testa. L’umore si trascina anche lui malamente, e tra una fitta nebbia di pensieri non meglio identificati – ma tutti vagamente molesti – non riesco ad afferrarne uno neanche per dirgli: «Ah, sei tu che rompi? Levati!», e dopo averlo sfanculato, mettermi scrivere due righe sul blog. Così sfrutto il trucco più vecchio del mondo, vado giù di metascrittura scrivendo del fatto che non riesco a scrivere. Che poi in realtà mi ero messo qui con l’intento di disegnare una nuova strip, ma quando c’è il blocco importa poco quel che si voleva fare a monte, tanto le balle rotolano a valle. Allora scrivo di questo; che vorrei scrivere di più, leggere, disegnare, fare di più, ma poi c’è il blocco. Quello stormo di pensieri vaghi, elusivi, fastidiosi. 
Di solito rido su tutto, sono fatto così. Penso che l’umorismo dia un senso alle cose, o almeno le metta nella giusta prospettiva, come un riferimento spaziale in un panorama vuoto. Ogni tanto però anch’io arranco, e allora mi vengono in mente quei clown tristi da dipinto dozzinale, o le solite storie sui comici che sotto sotto sarebbero persone tristi.  Insomma, cliché parecchio fastidiosi se – per sbaglio o a ragione – capita un giorno d’identificarcisi (forse è per questo che considero Show must go on il mio inno personale). 
Capiamoci, non è che dentro di me ci sia un tristone pessimista e misantropo – anzi, tutto sommato credo di essere un ottimista moderato e socievole con giusto una dose di cinismo e sarcasmo che mi aiutano a non essere troppo ingenuo – però tendo a farmi riflessivo e cedere alla malinconia, anche se poi non mi va di farlo pesare agli altri perché… insomma, che hanno fatto di male per meritarsi le mie paturnie? Conoscendomi so che è solo un periodo o una fase, magari nata anche da una cazzata che però mi fa rimuginare finché non mi vengo a noia da solo e a quel punto passa da sé. Grazie al cielo non prendo sul serio neppure me stesso, perché piuttosto prendo alla lettera il motto dell’Oracolo di Delfi: «Nosce te ipsum», “conosci te stesso”. Infatti so di essere abbastanza lunatico e mi muovo di conseguenza. Per dire, adesso va già meglio. Ciao.

1 commenti:

  1. Augurandoti un buon Natale e un felice anno nuovo, invito te e i tuoi visitatori a votare i migliori film e attori del 2011. Come blogger di cinema, ti ricordo di votare anche nella sezione apposita.

    I MIGLIORI FILM DEL 2011

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