Qualche giorno fa ho trovato un foglio sulla mia scrivania, né io né le mie colleghe sappiamo di chi sia o chi l’abbia lasciato (se l’autore passasse di qui, sarei lieto di rimuovere il testo, assegnargli un link o altro, come preferisce). Oggi mi sono ricordato di prenderlo su e ho pensato di condividerlo con voi, perché sembra fatto a posta per la rete, e magari è anche già a spasso da un po’, ma io non l’avevo ancora letto. Bene, il testo è quello che segue:
* Questo punto dimostra che l’articolo/pezzo/testo o come vi pare non è recentissimo, ma tant’è. Personalmente, cerco di non abbandonarmi a moti d’ottimismo quando si tratta di Silvio. Se gli scarafaggi non temono una guerra termonucleare, figuratevi lui con un manipolo di bolscevichi contro. Vorrei (tanto) credere che stia vacillando, ma ho (tanta) paura d’illudermi e basta.
SILVIO DAPPERTUTTOSì, okay, sono tutte cose palesi che sappiamo eccetera, ma vedermele elencate lì e con un bel maiuscolo chiaro ogni volta che spunta lui, ecco... mi ha fatto un certo effetto. Niente, tutto lì.
Mi chiamo Antonio, vivo a Milano 2 in un palazzo costruito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO e lavoro a Milano in un’azienda di cui è azionista principale il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco al lavoro è del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, così come è del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale, di cui è proprietario il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Quando devo andare in banca, vado da quella del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Al pomeriggio, esco dal lavoro e vado a fare la spesa in un supermercato del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO e guardo un film prodotto e/o distribuito dal PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Se invece decido di stare a casa, guardo spesso la TV del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, dove i film sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Soprattutto, guardo i risultati delle partite, perché faccio il tifo per la squadra del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Quando non guardo Mediaset, guardo la RAI, i cui dirigenti sono nominati dai parlamentari che il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ha fatto eleggere. Allora mi stufo e vado a navigare un po’ in internet, con il provider del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet, leggo un libro e mi accorgo che la casa editrice è del PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici, anche in Italia è il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO che predispone le leggi che vengono approvate in Parlamento dove la maggioranza è saldamente* in mano al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, che ovviamente governa nel MIO esclusivo interesse. Per fortuna.
* Questo punto dimostra che l’articolo/pezzo/testo o come vi pare non è recentissimo, ma tant’è. Personalmente, cerco di non abbandonarmi a moti d’ottimismo quando si tratta di Silvio. Se gli scarafaggi non temono una guerra termonucleare, figuratevi lui con un manipolo di bolscevichi contro. Vorrei (tanto) credere che stia vacillando, ma ho (tanta) paura d’illudermi e basta.

